23 Giugno 2008
Nel suo saggio “Risposta alla domanda: cos’è l’illuminismo?” del 1783, Kant scrive: «L’illuminismo è l’uscita dell’uomo dallo stato di minorità che egli deve imputare a se stesso. Minorità è l’incapacità di servirsi del proprio intelletto senza la guida di un altro. Imputabile a se stessi è questa minorità se la causa di essa non dipende da difetto di intelligenza, ma dalla mancanza di decisione e del coraggio di servirsi del proprio intelletto senza essere guidati da un altro. Sapere aude! Abbi il coraggio di servirti della tua propria intelligenza! – è dunque il motto dell’illuminismo». Continua »
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11 Giugno 2008
“Il capitalismo ha continuato a mobilitare milioni di individui intorno a una causa che pure non ha alcun’altra finalità all’infuori di se stessa: accumulare capitale.” (A. De Benoist)
I media non perdono occasione per rimarcare che i nostri sono gli anni della “globalizzazione”. L’attuale fase della contemporaneità si caratterizza per una sempre più complessa, inedita, rete d’interconnessioni e interdipendenze economiche, politiche, sociali e culturali.
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9 Giugno 2008
a cura di “Eresia Maxima” e trasmessoci da Francesco Mancinelli
Pubblichiamo questo articolo per l’interesse che suscita nell’affrontare
in modo articolato la crisi della cosiddetta “destra radicale”.
Condividiamo gran parte del suo contenuto e crediamo utile aprire
su di esso un confronto serio e libero da passioni di parte.
La crisi della “destra radicale” :
tra estremismo pre-politico, trasformismo neo-conservatore e derive nazional-populiste.
a cura di “Eresia Maxima”
Premessa
Per mesi sui forum, ed in attesa che passasse la febbre gialla da delirio elettorale , ci siamo confrontati sui temi che risultano essere essenziali alla comprensione della crisi tutta interna alla cosiddetta “Area” della destra radicale: il problema della rifondazione di un nuovo linguaggio condiviso, il problema della scelta di nuovi immaginari di riferimento, il problema di un nuovo posizionamento politico oltre la destra e la sinistra.
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15 Maggio 2008

A Torino quest’anno si è tenuta la ventunesima fiera del libro. La fiera è un posto dove si possono acquistare libri, prendere parte a conferenze sui più svariati argomenti possibili e ritrovarsi con tanti altri appassionati di letteratura. Già è stato scritto circa il fatto che si tratti, ormai per consuetudine, di una fiera molto poco fiera, per entrare nella quale occorre pagare un biglietto, con il quale si diventa liberi di acquistare i libri al prezzo di copertina.
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8 Maggio 2008

E’ interessante vedere al tg le immagini della fiera del libro. Mentre la telecronica dice che è vietata qualunque bandiera, qualunque gazebo, qualunque volantinaggio e altro, si vedono loschi individui che sbandierano le bandiere di israele liberamente e senza ostruzione da nessuna forza della polizia. Ora mi sorge una domanda: ma la liberà tanto voluta da questa fiera quanto è ridicola? Ti bloccano pure se porti il tricolore…però se va con il simbolo di israele tutto passa liscio….interessante direi… =_=
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4 Maggio 2008
Post Idealismo in Italia e Dintorni
Al giorno d’oggi sentiamo sempre più parlare Del termine post-idealismo applicato a molte correnti politiche. Ma che cos’è questo post-idealismo? Come è strutturato? E’ qualcosa di utile e tangibile?
Da queste e molte altre domande mi è apparso che parlare di tale argomento è evidentemente necessario per poter pensare il politico in nuovi termini, o per ridare ai vecchi termini, “potere” innanzitutto, dei nuovi significati.
Prima di tutto c’è da fare una considerazione di base: il significato post rimanda a qualcosa che c’è dopo, però definisce il “dopo” in modo molto labile questo perché il post deve fare sempre i conti, prima che col presente, col passato e col futuro. Deve tenere conto del passato per non perdere il consenso ottenuto ma allo stesso tempo deve sapersi adattare al presente per non infrangersi nel futuro.
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29 Aprile 2008
Al di là delle usuali valutazioni di merito sul risultato di queste ultime elezioni, uno dei dati maggiormente significativi è la sostanziale deriva del sistema politico ad un modello bipolare statunitense e la conseguente estromissione dal parlamento di tutte quelle forze politiche le quali hanno scelto, per un motivo o per l’altro, più o meno coscientemente, di non convergere anch’esse al centro. Continua »
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22 Aprile 2008
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10 Aprile 2008

Chi siamo
Noi siamo la Minoranza Rumorosa.
Siamo ragazzi e ragazze, uniti sotto l’insegna di un nuovo progetto che rappresenta la punta di diamante di un’insofferenza generazionale pronta a scagliarsi contro i sostenitori di tutte le forme vuote di un mondo decrepito nel quale già viviamo.
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2 Aprile 2008

Come il secondo governo Amato salvò, sette anni or sono, gli istituti di credito dal tracollo
L’usura, che oggi potremmo definire come l’applicazione di un tasso di interesse sproporzionato rispetto alla situazione economica del mutuatario, o comunque rispetto al tasso medio praticato convenzionalmente, affonda le proprie origini nel diritto romano. Il temine “usura”, nella Roma antica, significava semplicemente “godimento” o “interesse”. Addirittura Cicerone, nelle Verrine, utilizza il termine “usura” per intendere l’uso del capitale prestato senza interesse.
Nel diritto romano il mutuo era un contratto reale del tutto separato rispetto agli interessi, nel quale una cosa fungibile, o una somma di denaro, veniva prestata e doveva essere restituita per equivalente. La pattuizione di interessi, comunque molto frequente, era oggetto di autonomo contratto: si tratta delle così dette stipulationes usurarum, ossia degli accordi con i quali le parti stipulavano, contestualmente alla conclusione di un mutuo, i relativi interessi. Molti furono, in epoca repubblicana, gli interventi statali volti a stabilire un tasso massimo di interesse, oltre il quale il contratto veniva considerato nullo. Si trattava del così detto fenus unciarum (molto alto, pari ad un dodicesimo al mese, e quindi al 100% annuo), ridotto della metà (fenus semiunciarum) con un plebiscito del 347 a.C. Tale limite venne poi abbassato, in tarda età repubblicana, al 12% annuo, la così detta usurae centesimae, pari al 1% mensile. Fu Giustiniano, sotto l’influsso della dottrina cristiana (per lo meno quella dei primi tempi) a ridurre il tasso massimo al 6% annuo.
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